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Iniziative
A seguito del fallimento Alitalia sono risultate vane svariate iniziative che miravano all'ottenimento di diritti e di somme illecitamente sottrate ai dipendenti.
Negli anni tutti i lavoratori Alitalia sono stati vessati dai dirigenti, dai politici e dai sindacati attraverso piani di ristrutturazione, ricapitalizzazioni e contratti di lavoro che gridavano vendetta.
Secondo noi la questione più vergognosa che abbiamo subito è stato l'azionariato per i dipendenti che si è compiuto negli anni tramite l’attribuzione di azioni e di warrant.
Queste operazioni, sin dall’inizio a nostro avviso, sono state portate avanti al limite della legalità, ed anche a seguito del fallimento, nonostante abbiano modificato svariate leggi, le manovre fatte non sarebbero esenti da vizi legali.
Oggi siamo arrivati alla resa dei conti, pertanto tutto quello che si può effettivamente provare a chiedere, lo si deve fare adesso, dato che non ci sarà un'altra possibilità.
Quando l’Alitalia sarà definitivamente chiusa, a seguito delle procedure fallimentare che dureranno svariati anni, non ci saranno più possibilità per nessuno.
Allora ci siamo chiesti:
“Perché non provare a fare qualcosa che riguarda “tutti” i dipendenti Alitalia, pensionati compresi?
Tutti noi abbiamo avuto azioni e warrant. Questi strumenti finanziari, lo ricordiamo, ci sono stati “dati” a seguito di continui abbattimenti del costo del lavoro, per venire incontro alle crisi aziendali che negli anni si sono susseguite, certamente non a causa dei dipendenti.
Considerando che tutti i creditori cercano di riprendersi ciò che gli spetta, abbiamo pensato di provare a fare qualcosa del genere anche noi, cercando di insinuarci nei crediti con la consapevolezza di essere dei creditori privilegiati rispetto agli altri, dato che i nostri crediti, ovverosia le azioni ed i warrant non sono altro che mancata retribuzione, pertanto devono essere considerati crediti da lavoro, quindi pagati prima di tutti gli altri.
Siamo consapevoli della portata dell’operazione e delle possibilità di riuscita, ma è anche vero che se non lo si fa adesso, non ci sarà mai più un domani per farlo.
Il nostro non è un invito a partecipare, è solo informazione con lo scopo di farvi riflettere e poi decidere autonomamente con la consapevolezza di sapere tutto ciò che è necessario per prendere una decisione.
Chiaramente si dovrà fare un’azione legale che naturalmente ha i suoi costi.
Ma dato che negli anni noi tutti siamo stati perseguitati da persone che si arricchivano a nostre spese e alle nostre spalle, stiamo cercando un accordo con gli avvocati per limitare le spese; pensavamo infatti di utilizzare il cosiddetto decreto Bersani che prevede il “patto quota lite”, ovverosia stabilire un compenso per i legali in misura percentuale solo in caso di vittoria.
Con questo sistema, già in uso in altre nazioni, si limitano di molto le spese, si da la possibilità a tutti di poter fare l’azione legale, gli avvocati sono più motivati, incentivati e difficilmente preda di “sirene allettanti”.
Tutto questo anche perché per l’Alitalia non è stato possibile utilizzare la legge che prevede la Class Action.
L'azione legale mira ad ottenere il valore delle azioni e dei warrant al momento in cui ci sono stati assegnati.
A questo punto, che ci vogliate pensare o no, potete nel frattempo inviare le raccomandate in allegato, una per i possessori di azioni, l’altra per i possessori di warrant.
Le lettere servono solamente ad interrompere i termini di prescrizione, non prevedono nessun obbligo legale da parte vostra.
Quindi, per chi vuole provare a fare qualcosa, che in questo caso sarà l’ultima nei confronti dell’Alitalia, sa cosa deve fare.
allegati:
- warrant assegnati av (settembre 2002)
- lettera Fantozzi per azioni
- lettera Fantozzi per warrant